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Women in Tech – intervista con Selena e Antonella

In ACS & INFOMINDS crediamo che ogni giorno sia buono per celebrare le donne in azienda. Oggi però è ancora più speciale. Per l’International Women’s Day vi presentiamo due collaboratrici che possono essere di ispirazione per molte altre donne che vogliono lavorare nell’ambito IT.
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Women in Tech – intervista con Selena e Antonella

Intervista a Selena Olioso, Infrastructure Engineer in ACS

Selena Olioso è Infrastructure Engineer in ACS Data Systems.

Come sei diventata quella che sei ora? Da dove hai iniziato?

Diplomata in ragioneria, ramo programmazione. Lì ho avuto il primo vero contatto con il mondo informatico. Ma è partito tutto dalla mia infanzia: c’era un telefilm che mi piaceva (Riptide) che aveva come protagonisti 3 investigatori di cui uno un informatico. Poi, un amico di famiglia, mi regalò un Commodore64 e ho iniziato a “smanettare” con quello. All’esame di maturità ho portato inglese e informatica. Come primo lavoro facevo il jolly in un’azienda: dall’ufficio acquisti al sales. Poi, in attesa di trovare lavoro, ho fatto un corso di ragioneria e buste paga e mi hanno poi assunta in un’azienda in cui facevo consulenza informatica su un gestionale aziendale. Lavoravo sull’aspetto della contabilità e anche quello informatico perché mi occupavo dell’installazione. Poi, dal marito di una collega, mi è stato proposto di fare delle certificazioni Microsoft. Una volta ottenute tre certificazioni, ho iniziato a tenere dei corsi serali presso istituti professionali su Windows 98 e Office 97. Nel 2002 ho deciso di cambiare e andare a lavorare in un’azienda di “pura” informatica, in Microline Networks (ora parte del gruppo ACS). Lì mi si è aperto un mondo, ho avuto modo di vedere tante cose, di crescere e parlare con i clienti. E nel 2014 sono stata la prima persona in Italia (e orgogliosamente donna) certificata Nutanix.

Che cosa significa essere Infrastructure Engineer per una donna?

Il nostro settore è molto vario, come il mondo del lavoro nel campo medico: ci sono diverse professioni, rami e specializzazioni. E anche nell’informatica ci sono diversi settori e specializzazioni. Quello che faccio io, cercando di spiegarlo con parole semplici, è lavorare alla base di quello su cui lavorano gli utenti e le applicazioni. Preparo i sistemi (datacenter, storage, servers, filesystem, …) per permettere agli utenti e agli applicativi di “lavorare”. In generale, a me piace molto condividere e questo mi permette di rendere partecipe il cliente in quello che facciamo per loro acquisendo così anche la loro fiducia. All’inizio con i clienti, sempre abituati a vedere una figura maschile, essere una giovane donna “consulente tecnica” non era facile perché probabilmente non mi reputavano competente. La modalità che avevo adottato era dialogare con loro anche con un linguaggio strettamente tecnico per dimostrare di essere competente. Iniziai fin da subito a collaborare con il nostro grande cliente Calzedonia e mi è stata data una la grande opportunità (come tutt’ora) di poter evolvermi assieme a loro dal punto di vista professionale e umano.

Cosa ti piace di più del tuo lavoro?

Sono motivata dal fatto di poter essere di aiuto. Un grande stimolo è anche il problem solving, cioè arrivare alla soluzione. Poi il bello è mettere il proprio intelletto per costruire una soluzione con i colleghi e i clienti. Ci vuole pazienza. È un lavoro di testa. Quello che mi aiuta tanto a liberare la mente è il mio hobby: fare restyling/decorazioni di mobili e oggettistica, soprattutto in legno. Usare le mani per attivare la fantasia: quando lo faccio mi sento più leggera. E poi mi piace ballare (balli di gruppo) perché mi permette di scaricare la tensione e ricaricarmi al contempo. Da poco ho anche iniziato a fare Yoga.

Cosa ti ha fatto decidere di unirti ad ACS?

ACS mi è piaciuta fin da subito per l’attenzione alle persone e la passione per l’informatica che sul lavoro ci accomuna. Poi il bello è che adesso ci sono molte persone e quindi c’è più socialità. Inoltre, rispetto a prima, ora il lavoro risulta essere più fluido e distribuito su più colleghi.

Su quali strumenti, tecniche e persone fai affidamento ogni giorno?

Tutti i giorni faccio affidamento sui colleghi, le mie conoscenze e anche all’amico Google che non manca mai. E poi documento tanto, mi permette di imprimere nella memoria le informazioni e di recuperare le info qualora non ricordassi. Inoltre, ritento che in generale è importante documentare il più possibile per agevolare anche i colleghi. Poi mi concedo delle pause, perché è proprio quando il cervello si libera che si riesce ad arrivare alle soluzioni migliori.

Cosa diresti ad una ragazza che vuole affacciarsi a questo mondo?

È tuttora difficile, bisogna metterci tanta grinta, avere tanta motivazione. Riuscire a farsi scivolare le cose per avere l’energia di poter affrontare le particolari situazioni di stress e ansia. Non farsi sopraffare dalla presenza maschile, sia nei discorsi che nei comportamenti. È un lavoro che richiede dinamicità fisica e mentale. È un lavoro mentalmente stancante e in continua evoluzione in tempi molto veloci ma se amato, riesce a dare tante soddisfazioni.

Intervista ad Antonella Valerio, BI Specialist in INFOMINDS

Come sei diventata quella che sei ora? Da dove hai iniziato?

Oggi sono analista sviluppatrice di business intelligence. Sono partita da una laurea in fisica: all’Università ho fatto modellazione dati per fenomeni fisici. Quello che facevo era creare relazioni tra informazioni diverse. Dal 2016-17 ho ripreso a studiare, ma questa volta alla facoltà di informatica dell’Università di Bolzano, frequentando alcuni corsi specifici per database management e Business Intelligence nello specifico. E così mi sono specializzata mentre studiavo e mi sono appassionata proprio al mondo dell’analisi dati: anche grazie ai miei insegnanti molto in gamba con didattica elevata, ho scoperto cosa volessi fare. Poi ho fatto due anni di lavoro sul tema Business Intelligence utilizzando power BI, e infine sono arrivata in INFOMINDS. Ora seguo il progetto BI nella sua interezza.

Che cosa significa lavorare nel BI per una donna?

Nel mio ruolo ci sono programmatrici e analiste donne, ma non sono in maggioranza. Questa differenza con il passare del tempo si sta smussando. Ma fin dall’inizio degli studi ho sentito che come donna l’ostacolo maggiore è quello di dover alzare di più la voce per essere ascoltata, insistere per avere visibilità. Una nota positiva è che qui in INFOMINDS in fase di colloquio ho sentito di essere guardata come specialista e non come donna, e questo mi ha dato fiducia e mi ha fatto scegliere questa azienda. In generale rilevo la difficoltà di dovermi affermare e rimango quindi sempre molto molto professionale, alle volte quasi “impersonale”, per essere vista essenzialmente come una persona esperta di questo tema.

Cosa ti piace di più del tuo lavoro?

Ci sono diversi aspetti che mi piacciono: il rapporto di fiducia che si crea con i clienti, o anche nei team di lavoro interni, e arrivare al cuore di determinate informazioni. Inoltre, c’è un rapporto molto diretto con i clienti; quindi, se c’è qualcosa chiamano me direttamente. Mi piace raccogliere e proporre nuove idee (es: riformulare il prodotto) poter dare dei suggerimenti. E poi chiaramente la relazione tra dati, calcoli più o meno complessi, c’è il gusto di averlo fatto. Quando un progetto va a buon fine, c’è una demo di un nuovo prodotto che ha successo e la risposta di un cliente che pensa di aver investito bene i suoi soldi, queste sono le belle soddisfazioni.

Cosa ti ha fatto decidere di unirti ad INFOMINDS?

Principalmente ho visto la possibilità di portare un contributo, dare valore alle mie capacità e idee.

Su quali strumenti, tecniche e persone fai affidamento ogni giorno?

Dal punto di vista tecnico la pagina learn di Microsoft dove leggo le novità e gli aggiornamenti. Per quanto riguarda le persone c’è un bel rapporto di collaborazione con il mio collega Nicola: anche lui si occupa di BI. Spesso mi aiuta anche qualcuno che non è molto tecnico, per esempio i colleghi del marketing, che magari vedono quanto è user friendly e bella graficamente una soluzione.

Cosa diresti ad una ragazza che vuole affacciarsi a questo mondo?

Le direi di essere tanto preparata, di imparare le lingue e non scoraggiarsi di fronte al fatto che bisogna avere molta determinazione.

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